Conforto e solidarietà per le vittime del terrore

14 ottobre 2016

Domenica di Pasqua 2016: centinaia di persone, tra cui molti cristiani, volevano semplicemente godersi una piacevole giornata primaverile in un parco, ignare di ciò che le attendeva.



 


Pakistan

Grazie di cuore che vi ricordate delle vittime del terrore e delle minoranze represse in Pakistan.

CHF 50 sostegno finanziario temporaneo per le famiglie colpite
CHF 100 medicine e materiale di pronto soccorso
CHF 150 assistenza medica e medicine per i feriti
importo individuale


Sette mesi dopo l’orribile attentato alla bomba di Lahore (Pakistan)  la spaventosa carneficina  sembra quasi dimenticata. Sono rimaste però le vittime, in parte ferite molto gravemente, e i superstiti che piangono la perdita dei loro famigliari. È premura di CSI che queste persone non si sentano  abbandonate al loro destino, ma che possano sperimentare una presenza solidale. Attraverso i nostri collaboratori a Lahore e la loro rete ecclesiale ci prendiamo cura delle vittime dell’attentato.

Il destino della famiglia Mukhtar è solo un esempio fra i tanti. I coniugi Peter e Fouzia quel giorno persero il loro figlio di 16 anni Sharoon. L’altro loro figlio, il diciassettenne Irfan, se la cavò con gravi ferite interne. Dopo un intervento d’emergenza fu chiaro che il giovane avrebbe necessitato di un’uscita artificiale dell’intestino (stoma). CSI si assunse immediatamente le spese dell’operazione, di modo che Irfan potesse subito essere curato a dovere. La vicinanza dei collaboratori di CSI in quei momenti pieni di dolore e paura fu di  grande sollievo per la famiglia. 

Anche Daniel, il cugino di Irfan, subì gravi ferite all’addome con sintomi simili, accompagnati da forti dolori. I due giovani sono tuttora traumatizzati dalla terribile svolta che la loro vita ha subito da un momento all’altro. La perdita di diversi famigliari e amici, che avevano voluto trascorrere insieme una bella giornata primaverile, pesa come un macigno su di loro.

La presenza visibile di CSI, che assiste loro e tante altre vittime con le cure necessarie su un lungo periodo, alimenta la speranza ed è motivo di incoraggiamento per questa gente così duramente colpita.

Costanti minacce, discriminazioni e violenza

Le minoranze in Pakistan subiscono forti discriminazioni e repressioni. Gli attentati, diretti soprattutto contro i cristiani, sono molto frequenti. Un anno prima della terribile bomba scoppiata il giorno di Pasqua a Lahore, un gruppo talebano attaccò varie chiese cristiane nella stessa città. Anche la paura di arbitrarie accuse di blasfemia è una costante nella vita dei cristiani pakistani. Una vile bugia può mandare in prigione o perfino portare alla morte un innocente.

CSI si prodiga su diversi fronti per soccorrere chi soffre. In modo rapido e semplice le vittime come Irfan e Daniel ricevono aiuti urgenti sotto forma di interventi chirurgici e assistenza medica. Collaboratori locali incontrano personalmente le vittime e le loro famiglie. Per i cristiani che vivono nella costante paura questa vicinanza è di conforto e incoraggiamento. Alle minoranze discriminate e represse vengono distribuiti pacchi di alimentari. In una scuola di uno slum i bambini ricevono una formazione, che i genitori non si potrebbero mai permettere di pagare.

Solidarietà e conforto per le vittime del terrore

Domenica di Pasqua 2016,  un terrorista si fecce saltare in aria in un parco di Lahore. In quella calda giornata primaverile si soffermavano nel parco numerose famiglie cristiane uscite dalle chiese del quartiere. Il gruppo talebano Jamaat al-Ahrer rivendicò la strage, precisando che l’attentato era diretto contro i cristiani.

Fu una scena d’incubo che si presentò ai soccorritori. Vittime in sangue e gravemente mutilate furono trasportate in ospedale con taxi e risciò. Già pochi giorni dopo la strage, grazie ai donatori e ad una rete di contatti locali, CSI poté fornire un aiuto d’urgenza. I pastori Latif e Bashir Masih visitarono i feriti in ospedale.

È assolutamente necessario mantenere il nostro sforzo a favore delle vittime e dei cristiani pakistani oppressi.

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