Buddisti radicali seminano paura e odio

24 ottobre 2018

Le minoranze religiose sono nello Sri Lanka sempre più nel mirino dei nazionalisti singalesi, che propagano un buddismo radicale. Spesso le forze dell’ordine non vengono in aiuto alle vittime, o addirittura, le tormentano.



“Pieno di paura, ho inviato mia famiglia all’estero. In conseguenze delle minacce pesanti ricevute dal governo, non ci sentiamo più sicuri nello Sri Lanka”, dichiara un noto avvocato cristiano, che da anni s’impegna per le minoranze religiose. Mentre prima non aveva pelli sulla lingua e usava parole chiare, oggi preferisce tacere; troppo grande è il timore. “La strategia dell’intimidimento perseguita dagli estremisti contro i non-buddisti funziona. E troppo spesso le minacce sono messe in atto”.

Purtroppo negli ultimi anni l’ostilità dei buddisti radicali singalesi è aumentata. Questi propagano un nazionalismo buddista, che non lascia alcuno spazio ad altre religioni.

Accusa falsa

 

Un’altra vittima del crescente estremismo è pastor Digal: Mentre tornava a casa col treno, fu arrestato all’arrivo in stazione. Accusato senza alcun fondamento di avere venduto droghe e rubato oggetti di valore nel treno, fu trattenuto in carcere per varie settimane.

È stato ora rilasciato ma soffre delle conseguenze dell’incarcerazione e sa di poter essere arrestato di nuovo a qualsiasi momento. Deve inoltre presentarsi al posto di polizia ogni mese.

Attacchi anche contro musulmani

 

Anche la popolazione musulmana è presa di mira dagli estremisti buddisti. Nel corso di attacchi violenti a Kandy, nel Nord-est del paese, a marzo furono uccise tre persone, innumerevoli abitazioni, negozi e moschee furono incendiati, molte persone ferite.

A scatenare la violenza era stato la morte di un camionista buddista, ucciso nel corso di una disputa con musulmani. Per tre giorni fu proclamato lo stato d’emergenza. Nei social fu attizzato l’odio contro i musulmani, dal paese intero arrivarono estremisti buddisti per partecipare agli atti di violenza. Politici di primo rango sostennero pubblicamente i soprusi.

Il contributo di CSI

 

Nello Sri Lanka CSI collabora con l’Alleanza evangelica per venire in aiuto alle minoranze oppresse. I nostri partner locali portano un aiuto giuridico e nascondono in luoghi sicuri persone in acuto pericolo. Promuovono inoltre la convivenza pacifica delle varie religioni.

Ines Wertgen, capo-progetto India

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